La Napoli che non ha futuro….

Da " Il Mattino" di oggi….
«È morto Raffaele Iannaccone, ucciso dalla ferocia umana e dall’omertà degli amici». Con questa lapide di carta, affissa ieri ai Tribunali, all’Anticaglia ed a via Toledo, si è congedato da Napoli Raffaele, cameriere, 42 anni, che ci ha messo sei mesi a morire da quella notte del 13 agosto in cui gli fracassarono il cranio con un tavolino di marmo per avere allontanato dal Lander Suisse di via Toledo dei clienti su di giri. Si dispensa dai fiori, scrive la famiglia. Un po’ di collaborazione con le indagini sarebbe stata più gradita. Un po’ meno di oblìo per la sorte di questo povero Cristo in coma, massacrato sul posto di lavoro, non gli avrebbe salvato la vita ma, forse, gli avrebbe reso giustizia ed evitato altri soprusi. La presente, conclude il manifesto funebre, valga per ringraziamento. Ma Umberto Iannaccone, il fratello, grazie lo dice a poche e scelte persone. Qualche ispettore più umano, ad esempio. Per la solitudine del fratello, che si è spento senza mai riaversi nel reparto cronici di una clinica privata di Crotone, alla deriva anche fisicamente rispetto al suo indirizzo di casa ai Decumani, ed agli affetti, non dice grazie a nessuno. «Mia madre ha avuto un ictus – racconta Umberto – e l’ha potuto vedere una volta sola. Io mi sono diviso fra lei all’Ascalesi, lui ed un terzo fratello handicappato». Giovedì alle 15, 15 Raffaele ha detto basta e se n’è andato in un letto della clinica «Sant’Anna del risveglio». Era solo; Umberto l’ha raggiunto venerdì ed ha saputo che la salma era ferma su richiesta della Procura per l’autopsia. Un’attesa di cinque giorni per rifare all’indietro, ieri pomeriggio, la strada per Napoli. E quel responso, informale ancora, dei periti: Raffaele aveva il cranio fracassato, una gamba rotta, la milza a pezzi, nulla s’era ricomposto. «In quelle condizioni – dice Umberto al cellulare – il suo posto non era in una clinica per il risveglio dal coma. Si sarebbe potuto salvare solo in un reparto di rianimazione. Guardate, io ho la quinta elementare, ma non serve essere dottore o scienziato per capire che un poveraccio conciato a quel modo alla prima complicazione se ne va se non sta in un ospedale ed in una rianimazione». A Crotone, gli dici, hanno provato a risvegliarlo. «Se lei avesse la testa rotta, le gambe rotte, la milza a pezzi, tutto il corpo devastato – dice Umberto – la aiuterebbe sentirsi fare vento e dire fatti coraggio? Forse avrebbe più speranze in una rianimazione». E per Raffaele non s’è trovato posto, non a Napoli. Da subito fu spedito a Salerno, al San Leonardo. Dal San Leonardo fu giudicato, evidentemente, pronto alla riabilitazione e spedito in una clinica privata e specializzata. Qui hanno provato tutte le tecniche di risveglio e poi l’hanno passato nel reparto cronici: trenta posti, trenta zattere alla deriva. Il dramma di Raffaele Iannaccone, che ha travolto anche la sua famiglia, è incredibilmente simile a quello di Giuseppe Riccio, il pizzaiolo ucciso a sprangate in una spedizione punitiva contro il titolare della pizzeria dove lavorava. Doverosamente, nel suo caso, la corsa alla solidarietà è stata generale. La famiglia è stata sostenuta. I politici sono andati a mangiar pizza in quel locale. Per qualche misterioso motivo Raffaele, invece, moriva intanto solo e lontano. Vittima e martire anche lui di una città che sa essere perfida. I funerali oggi in San Lorenzo Maggiore, alle 10.
Esiste una speranza? Una via d’uscita da tanto dolore e da tanta disperazione? Un futuro per questa città?
Mi vengono i brividi…….Addio Raffaele,anche se non ti ho conosciuto ti porterò con me come il sole, il colore e gli odori di Napoli
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Un pensiero su “La Napoli che non ha futuro….

  1. sono sempre più sconcertanti gli orrori che capitano a napoli e la cosa più brutta è che dipendono dalle persone che "dovrebbero" avere un’ anima!In cuor mio ci spero in un cambiamento ma guardando la realtà e ciò che succede tutti i giorni o quasi,il pensiero di poter migliorare questa situazione si allontana sempre più.nulla si risolve restando a guardare.dipende tutto da NOI!!!la speranza è l’ ultima a morire!

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