l’amico di famiglia

 
Dopo l’esordio con "L’uomo in più" (straordinario esordio! vedetelo e rimarrete incantati) e il gran successo di critica de "Le conseguenze dell’amore",
 "L’amico di famiglia" continua il  percorso autoriale di Paolo Sorrentino, virando in una direzione più marcatamente onirica.
E’ un film non semplice questo.
 La trama è solo un pretesto per poter tratteggiare un personaggio abietto, un refuso del mondo che cerca di vivere tenendo, a modo suo,  il mondo in pugno.
Geremia de Geremei interpretato magistralmente da quell’ottimo caratterista che risponde al nome di Giacomo Rizzo vive con la madre, personaggio totem in una casa angusta,sporca e buia. Cammina come i topi portando in giro  una busta di plastica in cui raccoglie gli avanzi del mondo di cui è ghiotto.
Tiene in scacco il mondo grazie al denaro, unico modo per farlo sentire accettato. E’ un usuraio Geremia…..l’amico di famiglia di chi chiede a lui un pò di soldi per poter sposare una figlia……
E’ un alieno Geremia, vive coltivando il rancore verso colui che lo ha abbandonato.Non ha amici. Vive rintanato non facendo mai il passo più lungo della gamba. Perchè sà di essere un mediocre anche come usuraio……
Poi….le conseguenze dell’amore daranno uno scossone alla sua vita in tutti i sensi……

 
E’ difficile mettere su carta le sensazioni lasciatemi da questo film. Sopratutto dopo aver amato in maniera viscerale "L’uomo in più" e dopo essere rimasto incantato dalle qualità registiche e dalla grande interpretazione di Toni Servillo in "Le conseguenze dell’amore".
Grandi inquadrature in un agro pontino che richiama l’arte surrealista di De Chirico. Notevole qualità nel maneggiare la camera da presa e nell’abbinare un commento musicale interessante.
Ma forse qui si fa un passo indietro dal punto di vista narrativo rispetto ai titoli precedenti. A parte Geremia il resto dei personaggi sono poco leggibili e quasi di contorno alle meravigliose inquadrature.
Se Sorrentino riesce a  mettere il suo talento a servizio non solo dell’immagine ma anche della narrazione ci regalerà non solo film ma vere e proprie opere d’arte. Ma bisogna ancora crescere…….
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