la grandezza fisica scalare età

L’intensità con la quale si vive.  La passione che ci accompagna durante le azioni della nostra vita. La voglia di fare e di dare un senso alla nostra esistenza.
Il senso dell’ignoto che ti stringe lo stomaco ogni volta che c’è un cambiamento in corso.
La consapevolezza di voler dare fondo alle proprie aspirazioni. Di lottare per esse. Di non pensare che ci sia un età per sognare e una per rimpiangere.
L’età è un "contatore".Non è la vita.
Ciò che abbiamo dentro di noi ci dà il senso della nostra realtà e di ciò che vogliamo e dobbiamo fare. L’età è una scusa.
Un’alibi per chi non riesce a muoversi incatenato dalla propria paura di mettersi in gioco.
A volte è più facile classificare tutto (compreso noi) in base agli anni che vedersi dentro. Bisognerebbe guardare a sè e agli altri aldilà del tempo.
L’età è solo un numero.
 Un grandezza fisica scalare così come potrebbe essere definita utilizzando un lessico scientifico.
La vita è una grandezza vettoriale. 
 Non è possibile cristallizzare un esistenza in base ad numero. E legare ciò che si può e non si può in funzione di esso.
Forza, cerchiamo di essere più vettoriali!!!!
 
 
 
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5 pensieri su “la grandezza fisica scalare età

  1. Antò sei troppo filosofico……….
    ma cerca di essere un pò più elastico……….
    e di essere un  pò più te stesso!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Carissimi del web,
     
    il Natale è ormai alle porte ed io per un po’ sarò lontana dal blog, prima perché il lavoro esige una notevole applicazione in questo periodo, secondo perché i miei impegni all’interno della Chiesa come volontariato in questo periodo sono più fitti del solito e terzo, ma non meno importante, voglio dedicarmi totalmente a vivere questo periodo forte di fede con il dovuto spirito. Ma non andrò via senza prima aver lasciato a tutti voi i miei auguri: di speranza, di gioia, di serenità, di buona salute, tanti auguri perché nei vostri occhi ci sia sempre la lucentezza del sole e non si offuschino mai per le tristezze della vita che sempre ci sommergono. La venuta del Signore Gesù vi renda felici nel cuore e renda sinceri i vostri affetti. Vorrei dirvi tante cose, soprattutto vorrei augurarvi la pace, quella vera che, non è assenza di conflitti, ma è la presenza della giustizia. Solo Dio sa di quanta pace abbia bisogno il nostro cuore, coraggio… è il prezzo che la vita esige per assicurare la pace! Nella notte di Natale, durante la celebrazione della veglia, vi porterò tutti nel mio cuore affinché il signore esaudisca i desideri dei vostri cuori, quei desideri che le labbra non osano esprimere. Molti di voi non più dei credenti, altri lo sono in modo distaccato, alcuni in modo più sentito. Ma tutti, veramente tutti, abbiamo bisogno di una luce che rischiari le nostre esistenze e ci aiuti a cercare un senso a questa nostra vita. Pregherò il Signore perché ognuno di voi in quella notte sia dato un barlume di quella luce che, duemila anni fa, illuminò questa pallida terra. Più di tutto, chiederò per tutti voi un dono “speciale”, un dono diverso, molto più importante di tutti gli altri doni: occhi che sappiano vedere sempre al vostro fianco il Signore presente in ogni circostanza della vita, sia che ridiate, sia che stiate piangendo. Tralasciando i buonismi da calendario, il Natale ci rivela un Dio che si fa uomo per condividere in tutto la nostra umanità così fragile e sofferente e per darci un esempio – spogliandosi della sua divinità – di come si viva da uomini su questa terra. E questo suo “progetto di uomo” che può condurci alla felicità piena e alla comprensione delle grandi domande esistenziali. L’uomo Gesù non si è mai conformato alla mentalità del suo tempo, ma sempre – in ogni circostanza – si è lasciato guidare ed illuminare dalla Parola di Dio: questo Dio che nasce uomo per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio”. Il dono del Natale deve essere sostanzialmente una “conquista”: se riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà, se la romperete con il delegare ad altri il vostro impegno, se non vi venderete la dignità per un pugno di farisaica ipocrisia, se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante su coloro che vi amministrano, non tarderemo a vedere i segni gaudiosi della nascita di un mondo nuovo. Occorre scongiurare ogni specie di fatalismo che fa ritenere inutili, se non addirittura controproducenti, le scelte di campo, le prese di posizione, le decisioni coraggiose, le testimonianze audaci, i gesti profetici. Diversamente, non basterà il ristrutturarsi delle istituzioni democratiche. Non saranno sufficienti i buoni propositi dei partiti. Non approderà a nulla l’infittirsi delle cosiddette scuole di politica. Cose tutte anche giuste, ma certo non sfamano in alcun modo la nostra sete d’infinito. Solo l’amore può cambiare radicalmente questo mondo alla deriva, solo sentendoci responsabili gli uni degli altri potremo gettare le basi di una nuova civiltà. Vi abbraccio tutti ad uno ad uno, e ad ognuno di voi, direi con le lacrime agli occhi: pace a te che soffri, pace a te che ti senti solo, pace a te che sei stato tradito, pace a te che cerchi ancora una meta nella vita, pace a te che desideri dare una svolta alla tua vita e non ci riesci, pace a e che sei sfruttato nel lavoro e vivi con dolore questa ingiustizia, pace a tutti amici virtuali, ma così presenti nel mio cuore.

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