E’ DI NUOVO SICILIA

Eccola qua l’emozione che ritorna ogni volta che mi perdo lungo le mille stradine che percorrono questa terra profumata e accogliente.

Questa volta abbiamo deciso di visitare la parte orientale dell’isola. Atterriamo a Catania quando il mattino è appena iniziato e ci accoglie un cielo velato che non riesce a limitare la nostra gioia in vista di queste giornate isolane!

Noleggiata l’auto la nostra prima tappa è Siracusa: l’isola di Ortigia  si incunea nel mar Jonio e ci regala il suo paesaggio ricco di splendidi palazzi e chiese,  testimoni di un passato glorioso che affascina noi viandanti mentre percorriamo via Landolina oppure passeggiamo a due passi dal mare ammirando i papiri rigogliosi che ornano la fontana aretusa.

Questa città ospita uno degli edifici più interessanti del mondo dove si fondono e si sovrappongo testimonianze di culture, epoche e domini così diversi tra loro. Il Duomo di Ortigia ci accoglie con le sue navate in cui si incastonano le colonne del tempio greco dedicato alla dea Atena. Questo senso di religiosità così variegato ma forte ci pervade mentre attraversiamo gli spazi antichi immersi nella penombra in un atmosfera che và aldilà del tempo. Scopro che questo luogo è stato anche moschea islamica e mi chiedo come sia possibile costruire barriere tra fedi quando il bisogno di credere ci rende tutti così simili?

Questo dubbio mi accompagna anche mentre assaggio degli strigoli scampi e noci e una marinata di gamberi presso uno dei tanti ristoranti sorti in questi ultimi anni in cui la città ha capito che sarebbe delittuoso non mettere a frutto il potenziale turistico-culturale a propria disposizione.

E’ ora di incamminarci verso Marina di Noto dove abbiamo deciso di fermarci per i primi due giorni. Dopo una rinfrescata continuiamo il nostro viaggio approdando a Noto.

Percorrendo la statale che ci accompagna verso la cittadina iblea ci accorgiamo della presenza degli edifici barocchi. E’ strana la sensazione che ho fermando l’auto e affacciandomi a vedere quel paesaggio: quella serie di costruzioni rosa sembrano dar forma ad una navicella aliena atterrata in un paesaggio rurale. La cupola della cattedrale sembra essere la cabina di comando dove immagino alieni intenti a scrutare quel territorio, inebriati dal profumo delle zagare che inonda valli e strade. Ma gli alieni il senso dell’olfatto c’è l’avranno? Chissà….. Io spero di si altrimenti sarebbe davvero un peccato non godersi cotanto piacere!

Il giorno successivo inizia presto: c’è da conoscere il cuore pulsante del barocco siciliano comodamente adagiato tra Modica, Scicli e Ragusa.

Aldilà dell’oggettiva bellezza dei tanti palazzi che ci accompagnano lungo il nostro percorso, a colpirmi è il colore e la sostanza di questi luoghi: una pietra rosa levigata e scolpita in mille modi rende tutto così vivo e pulsante da regalarmi bizzarre sensazioni!

E’ così strano viaggiare per decine di chilometri lungo paesaggi dominati da fiori di campo e ulivi dove il nulla costruito rende infinito l’orizzonte  per poi essere catapultati improvvisamente in un mare di vicoli tortuosi caratterizzati da strati di case su case, da chiese che si allungano e si inseguono con i loro campanili svettanti, testimonianze di un passato che non è affatto morto ma che è elemento caratterizzante e vivo del presente.

Appena il tramonto inizia a delinearsi sento forte l’esigenza di ritrovare il mare. Scendiamo verso Donnalucata e ci lasciamo sedurre dagli aromi delle seppie fritte e dai volti dei bambini intenti a mangiare le loro linguine al nero di seppia. Siamo a due passi dal mare e io mi sento a casa.

L’indomani inzia lì dove era terminato il giorno precedente: il mare.

Andiamo a Marzamemi.

 Il sole ha spazzato via quel velo di nuvole dei primi giorni e si specchia sulle pietre di questo borgo di marinai così caratteristico. C’è una coppia di danesi seduta in un angolo fuori dal proprio dammuso.

Lui suona il contrabbasso e io chiudo gli occhi e mi lascio andare al calore e all’ebbrezza di quelle note.

E’ ora di risalire verso Nord.

 Arriviamo ad Acireale, dove sosteremo durante gli ultimi due giorni di viaggio. Mi piace questa cittadina. Ci sono mille ragazzini festanti che santificano il rito del sabato sera lungo lo struscio che dalla cattedrale porta al belvedere. Sembrano contenti e questo mi rende felice.

Seguiamo le sagome dei faraglioni dei ciclopi ad Acitrezza e immagino Polifemo che, ebbro di vino e rabbia per essere stato accecato da Ulisse, gli scaglia contro le cime dei monti.

Terra di cultura è questa.

Qui Verga ha immaginato il borgo di pescatori presente ne I Malavoglia. Qui Visconti ha ambientato il suo capolavoro La terra trema. Arriviamo fino ad Accastello dove ci sciogliamo gustando una splendida granita per poi  goderci il meritato riposo.

La domenica inizia inerpicandoci verso l’Etna. Fa caldo mentre imbocchiamo le stradine di paese che da Santa Venerina ci conducono verso il rifugio sapienza a circa 2000mt.

L’Etna è molto diverso dal mio amato Vesuvio. Massiccio e fumante, domina dall’alto dei suoi tremila e passa metri tutta la Sicilia orientale.  Mentre si sale il paesaggio diventa lunare e la temperatura si abbassa bruscamente fino a raggiungere i 5° quando decidiamo di scendere dall’auto e sgranchirci le gambe solcando il terreno polveroso. C’è un vento gelido che taglia il volto ma il panorama  mozzafiato che si gode da quassù e di quelli che non si dimenticano.

Scendendo decidiamo di fermarci a Zafferana Etnea e gustarci degli ottimi scialatielli ai pistacchi di Bronte. Pura delizia!

Ci attende Taormina dall’alto del sua fantastico panorama. Prima di raggiungerla optiamo per un po’ di tintarella da prendere distesi sulla sabbia di Giardini Naxos.

Che bella che è Taormina! Non solo glamour e mondanità ma splendidi scorci e soprattutto il meraviglioso teatro greco-romano. Entrarci mentre il sole vola basso e i colori del cielo diventano purpurei è davvero un’esperienza unica. Cammino lungo i gradoni circolari e mi godo il mare che si staglia davanti a me, spettatore di uno spettacolo inestimabile che si ripete da millenni con la stessa solennità.

E’ arrivato il giorno della partenza. Al mattino salutiamo lo splendido mare di Santa Tecla per lanciarci nel mercato del pesce di Catania. La foto sotto l’elefantino è d’uopo!!!!

L’aereo parte in orario e una sorta di malinconia drenata da un senso di serenità e felice stanchezza mi pervade.

A presto, amata terra siciliana.

 

 

Bevevo dalla bocca del mio amante
mare sontuoso,luna
Ah! vita del Sud,lucente e tiepida
donna che dorme e sogna
Apri la breccia a un’altra via
con mani di melagrana e passo d’acqua

Jude

 

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3 pensieri su “E’ DI NUOVO SICILIA

  1. Mitico Antonio!!!Mi fa davvero piacere leggere che la mia terra vi ha conquistato! Mi dispiace proprio non esserci riusciti a vedere ma spero che in altra occasione riuscirò a farvi da Cicerone quantomeno nella mia Catania…Alla grande!CiaoGiovanni

  2. Avuta dal tuo collega la soffiata di questo viaggio in Sicilia non mi resta che dirti:
    Grazie!
    Ti ringrazio per la poetica descrizione fatta della mia terra…trasmette appieno le emozioni che hai provato e mi fa rivivere le immagini, i sapori e i profumi che ho della mia amata Sicilia.
    Ciao
    Simona (‘zzita di starsct!!!)

  3. Ammetto che mi ha fatto piacere pensare che sei andato in Sicilia e che ti sia piaciuta la mia terra però, a quanto ho capito, non hai visto molto di Catania…io non ti potrò fare da Cicerone, ormai non ci vivo più, ma merita di essere visitata con attenzione!
    Ti abbraccio.

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