Deliri di un mattino di ordinario trambusto

C’è un caos infernale davanti casa mia stamane.
Come sempre.
Solo che in questi giorni il caldo riesce, non so come, ad impastare un bel grumo di sofferenza che lievita precocemente piazzandosi nel bel mezzo del prato fiorito con cui tento (invano) di tapezzare il mio umore  predisponendomi a vivere un giorno di beata e futilissima tranquillità.
Decido, con l’ardore di chi sa che la vita va presa di petto, di uscire e tuffarmi nella discesa libera del vano scale piazzando il mio sorriso più convincente davanti al muso di coloro che incrocio durante il viaggio.
Piazzo la mano sul maniglia del portone e…puff…..sono al centro del delirio collettivo che ha contagiato i miei concittadini.
Un groviglio di auto, strombazzanti  e fumose, invadono il mio orizzonte visivo trasformandolo in una cartolina di saluti sbuffosi provenienti da un incubo notturno figlio di una indigestione rapace.
Cerco di immaginare lo stato emotivo di coloro che son costretti ad andare in giro con il sedere incollato ad un sedile in finta pelle ma vengo rapito dal ritmo incalzante di una fiumana di maleparole con cui un pelato energumeno attrae l’attenzione del ragazzotto in groppa ad un fiammante due ruote intento a tagliargli la strada annoiato dal passo lento del traffico di città.
Faccio due passi cercando di farmi strada tra i motorini piazzati a mò di trincea lungo i marciapiedi e, dopo un pò, mi imbatto in un Ape car ricolmo di frutta.
Non ci posso credere, una visione rurale nel bel mezzo della cloaca autoveicolare!
Le ciliegie e le albicocche sfavillano al sole come perle di una coloratissima collana di vetro di Murano. Improvvisamente il titolare del negozio itinerante sguaina un microfono e, con fare festivaliero, sollecita all’acquisto i trafelati passanti intenti a creare vere e proprie catene umane per rendere possibile l’attraversamento sfruttando gli interstizi stradali sopravvissuti all’abbuffata motorizzata.
D’improvviso il buon fruttivendolo on the road termina il suo comizio e partono le note di Strada facendo di Claudio Baglioni.
La cosa mi lascia alquanto sgomento perchè cerco di trovare un nesso tra l’impegno orale con il quale l’uomo della frutta cercava di attrarre l’attenzione della gente e lo storico brano del Claudio nazionale.
Premesso che non ho mai nutrito grande passione per l’uomo della maglietta fina mi fermo a due passi dal carretto ad ascoltare la canzone cercando di cogliere un legame che non esiste.
E ascolto…..
…..io e le mie tante sere chiuse come chiudere un
ombrello
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei
guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il
vento
e dentro a un senso di inutilità…
e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai
vedrai……..
E mi si è aperto un mondo!
E’ possibile che io abbia sempre sottostimato le capacità liriche di questo cantautore limitando la sua conoscenza e pensando che essa avrebbe fatto andare a male il raccolto dei miei campi musicali seminati e arati con maniacale attenzione con il meglio del meglio della produzione musicale nostrana?
 
…..io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho
perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi
andar via
e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
larghe e vuote di un’estate di città
accanto alla mia ombra nuda di malinconia…….

 
Baglioni come la gramigna che attenta il raccolto di anni e anni di attento ascolto critico e mirato e che ora, invece, appare ai miei occhi foderati di primizie vegetali, come un novello cantore dall’illuminante pensiero?
Evidentemente lo smog cittadino gioca brutti scherzi alla capacità critica ed emozionale di un quarantaduenne inquieto intento ad ammirare cocomeri succosi e fiori di zucca.
Ho deciso. Debbo correre a casa, superare indenne l’agorà disordinato e vociante,  prendere l’ascensore, indossare un paio di cuffie in vera pelle e lanciare nelle mie orecchie a mò di antibiotico  Rimmel di Francesco De Gregori.
Sperando che faccia effetto.

 
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Un pensiero su “Deliri di un mattino di ordinario trambusto

  1. come ti permetti di degnigrare il mio cantautore preferito???LE sue canzoni sono vera poesiaLo ammetto non sono di alto livello culturale, ma se una è depressa… l’aiutano ad esserlo di più !!!!!!!!

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