Piccolo sunto di un tardo pomeriggio a guardar mulini a vento

Stasera qui c’è un vento impetuoso il cui soffio arriccia il pelo del mare rendendolo simile ad un enorme gatto pronto ad inarcare la schiena per sembrare peggiore di ciò che realmente è.  A due passi dalla panchina dove mi sono accomodato a godere di questo spettacolo c’è un mulinello d’aria intento a sollevare verso l’alto le pagine perse di un giornale orfano del suo lettore. Vedere le parole prendere il volo mi regala una speranza. Mi piacerebbe che la stessa sorte toccasse ai miei pensieri resi rigidi da un realismo che non m’appartiene, Magari li potrei incartare tutti in quella pagina di giornale vagabondo lasciando che il vento li conduca dove hanno voglia senza che io li costringa a mettere l’ancora in un mare che non gli appartiene più. Il lampione sopra di me inizia ad ondeggiare lasciando che la scia luminosa porti al proscenio le bacche delle palme un tempo rigogliose. In tasca cerco le cuffie e le accoppio con l’ultimo dei 24 grana che ci mettono poco ad inerpicarsi nelle mie orecchie doppiando Falloppio e portando calore al mio umore tendente al glaciale. Mi alzo e con calma apparente mi disperdo tra i passanti intenti a ritrovare la strada della propria casa….

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