Riflessioni di un fesso demente

Ieri ho toccato il punto più basso della rampa di scale che ti porta dritto dritto allo sgabuzzino nero fumo della mancanza di dignità! Credo di aver tentato in tutti i modi di entrare in quell’antro scuro, attratto da una voglia inverosimile di rendermi ridicolo e petulante. Accecato dall’ardore dell’ormai non condiviso ho provato a sfondare in tutti i modi un muro di cemento armato impermeabile a qualsiasi richiamo.  Ma per quale motivo debbo impegnare tutte le mie energie in una battaglia che ormai scopo non ha? Che è questa voglia di rivoluzione, questo senso di appartenenza che ormai appartiene solo a me? Per quale motivo continuo a credere fermamente in qualcosa che non esiste più? Mi trovo a grattare con le unghie quella dannata porta e mi sento cretino, inutile, dannoso e pure fesso ad aver percorso tutte queste scale credendo di salire verso l’alto e ritrovandomi invece in un tombino a sguazzare nella melma.

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