Silvia Ruotolo

Quattordici anni fa, era l’undici Giugno 1997, Silvia Ruotolo moriva trafitta da un proiettile vagante mentre stringeva forte la mano di suo figlio.  Silvia Ruotolo era una mamma come tante, di quelle che reggono il peso delle loro tante responsabilità grazie ad una forza immensa,  figlia della consapevolezza del ruolo che rivestono. Era l’ora di pranzo e una morte assurda l’assalì a due passi dalla sua abitazione lungo Salita Arenella a Napoli. Sul balcone c’era Alessandra, la figlia maggiore che fu spettatrice della tragedia. Oggi su “La Repubblica Napoli” il suo splendido sorriso immortalato da una foto fa da contraltare al buio che traspare dalle parole di tale Rosario Privato, killer professionista autoaccusatosi di circa 40 omicidi, tra cui quello di Silvia. Afferma di vedere nero il suo futuro Rosario Privato, anzi di non vederlo affatto un futuro per lui.  M’ha colpito molto questa dichiarazione che credo sia perfetta nella sua spettrale crudezza. Un uomo che toglie la vita ad altre persone non può avere un futuro nè tantomeno può immaginarselo. E’ morto con loro. Giace nella stessa tomba dove i loro corpi sono rinchiusi. Al buio, per sempre. Un uomo che toglie la vita ad altre persone ha perso la sua umanità e con essa la capacità di provare dolore, gioia, speranza. Rosario Privato afferma che Napoli non ha futuro, anzi il futuro della città è peggio del suo, nero come il catrame che gli ha asfaltato qualsiasi emozione. Rosario Privato vorrebbe condurci tutti nel suo gorgo senza fondo, convincendoci che tutto è perduto, che non c’è nulla per cui valga la pena alzare lo sguardo e riprenderci ciò che è nostro. Ma non ci riesce Rosario Privato. Ha ucciso tante persone ma non potrà mai ammazzare la speranza, la voglia di riscatto e la capacità di…. trasformare il dolore in forza. E’ questa la frase che utilizza Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, nel presentare la Fondazione che prende il nome della mamma.  E’ ricco di speranza e di voglia di fare l’articolo che Alessandra scrive sullo stesso giornale. L’etica libera la bellezza e  la bellezza libera l’etica. La bellezza di uno sguardo ricco di vita che nessun Rosario Privato potrà mai assassinare.

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