Pensieri da pioggia

Orami sono troppi giorni che la pioggia scende copiosa e furiosa sulle nostre teste, come se avesse uno scopo da assolvere, una missione da portare a termine.  Non è continua, di tanto in tanto lascia un minimo di spiraglio.  Questo cielo assomiglia ad un sipario che copre la scena di una rappresentazione teatrale. Sei lì in platea e non vedi l’ora che gli attori prendano possesso del palco e lui è lì,  grigio mattone,  ad impedirti ogni velleità pindarica prolungandoti l’attesa fino a trasformarla in un estenuante esercizio di controllo della pazienza. Improvvisamente vedi sbucare da una quinta la capuzzella di qualcuno e ti rianimi, inizi a battere le mani e l’espressione da carcerato della poltroncina che ti si era stampata sul volto evapora grazie al calore emanato da quella presenza sul palco. Ma tutto dura troppo poco, la capuzzella fa qualche cenno criptico verso il fondo della sala e rientra non degnandoci di un minimo di attenzione, il sipario torna a chiudersi e a deludere così la nostra speranza. Ecco, il cielo di questo giorni mi regala proprio queste sensazioni, attendo con ansia che lo spettacolo torni ad iniziare.

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Un pensiero su “Pensieri da pioggia

  1. E’ finito il primo tempo. Poi inizierà il secondo.
    Intanto, passa il ragazzo delle bibite, tu sorseggi qualcosa, e in men che non si dica, saranno ancora luci e suoni.

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