Piccoli pensieri marittimi

Stamani in bici ho percorso la strada del mare, il cielo finalmente limpido, spazzato dalle raffiche di vento che hanno reso la notte meno infuocata, si specchiava nel mare con rinnovata vanità. Le spiagge, libere dall’abbraccio opprimente dei bagnanti, erano intente a godersi il ritmo sussultorio delle onde che scuotevano sulla battigia. Mi piace guardare la possenza del mare infrangersi sulla riva, l’azzurro che diventa spuma bianca pronta a levigare gli spigoli taglienti dei ciottoli trasformandoli in oggetti d’arte dalle forme sinuose.  Penso che il massaggio delle onde farebbe bene anche a me, aiuterebbe a limare le asperità che mi porto dietro da troppo tempo.

 

ciottoli

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5 pensieri su “Piccoli pensieri marittimi

  1. Magari bastasse il massaggio delle onde per smussare e sagomare quello che ci portiamo dentro! Il fatto è che, a mio avviso, “dentro” è un luogo troppo “al chiuso” e sulle nostre asperità s’infrange il caldo flutto del sangue che difficilmente “porta via” ma fa ancor più corazza, tipo quando cadi…ti sbucci le ginocchia e ti si cicatrizza il male in una crosticina fastidiosissima…poi va via ma restano le cicatrici.

    • Magari si potrebbe fare in modo che il “dentro” fosse meno “al chiuso”…condividere talvolta serve a non fissare il proprio sguardo sulle cicatrici

      • hai ragione…adoro il termine condivisione sebbene, in genere, sia inflazionato come molti altri termini; nel suo profondo significato avrebbe un effetto salvifico sulle sorti del mondo intero 🙂

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