Come ti spaccio la famiglia

La commedia gradassa made in USA è un mondo a parte, costruito spesso con metriche diverse dalle nostre che costringono la risata a percorsi alternativi talvolta poco riconoscibil per essere effettivamente efficaci. Esistono per fortuna svariate eccezioni dove il connubio tra ritmo, buona sceneggiatura e qualità degli attori fa da lievito a pellicole dove la risata torna ad essere universale regalandoci la giusta dose di buon umore senza soverchie operazioni intellettuali. Basti ricordare Tutti pazzi per Mary dei fratelli Farrelly o, per tornare a tempi più recenti, al primo capitolo de Una Notte da leoni o allo sguaiato, irriverente ma esilarante Come ammazzare il capo e…vivere felici che ha avuto poco seguito qui da noi ma che personalmente ho trovato efficace. Come ti spaccio la famiglia è un film paraculo, che ha qualche buona trovata ma preferisce non calcare la mano sul politically incorrect per assicurarsi il successo al botteghino. David Clark è uno spacciatore di Serie B che si fa infinocchiare l’incasso della settimana da un gruppo di teppisti, per salvarsi la pelle deve riportare negli States un carico di marijuana dal Messico. L’operazione è rischiosa ma David non ha scelta, escogita un piano cooptando un adolescente sfigato e una giovane ribelle che gli faranno da figli e una spogliarellista a corto di denaro che sarà sua moglie. Così la pezzotta famiglia Miller parte all’avventura trovandosi coinvolta in una serie di avvenimenti, equivoci,  gag che in alcuni casi sembrano chiaramente richiamare alla memoria National Lampoon’s Vacation con quei miti di Chevy Chase e John Candy.  Le risate non mancano così come le cadute di ritmo causate dall’eccessiva durata del film (110 minuti sono davvero tanti)  che il buon Rawson Marshall cerca di riempire utilizzando sentimentalismi e romanticismi che decantano la carica comica del film dandogli magari un appeal commerciale più solido. Jennifer Aniston utilizza le sue grazie per catturare l’attenzione e ci riesce egregiamente regalando al pubblico un procace balletto con cascata di scintille finali che fa molto anni ’80.  i critici italiani hanno accolto il film meglio dei colleghi d’oltreocenano, forse avevano bisogno di farsi qualche sana risata dopo aver visto le pellicole presentate all’ultima mostra di Venezia.

miller

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2 pensieri su “Come ti spaccio la famiglia

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