Ti ricordi di me?

Passeggio lungo Via Chiabrera, sono le sei del pomeriggio e il sole è una costante fin dalle prime ore del mattino.  Noto con piacere che la primavera fa bene agli sguardi della gente, sembrano rinvigoriti, rifocillati da quest’aria frizzante che asciuga tutto l’umido che l’inverno ha posato sui loro pensieri rendendoli pesanti da sopportare e scomodi da indossare.  E’ come se da Aprile in poi ognuno di noi ritrovasse il coraggio di esporre al sole  il proprio umore per riasciugarlo, per fargli prendere aria come si fa con i panni stesi al vento dopo essere stati strizzati per troppo tempo in lavatrice.

Il Madison è a due passi e ancora non ho scelto il film da guardare, ho voglia di qualcosa che non m’impegni tanto, un film  leggero ma non banale, un pò come quando ti viene voglia di gelato ma non vuoi bruciartela con il ghiacciolo del supermercato. C’è Russel Crowe sotto la pioggia che mi fissa accigliato ma con questo sole che mi allieta non lo trovo affatto convincente, Charlotte Gainsbourg mi regala una smorfia di piacere ma non è il mio tipo, allora scorgo in basso una locandina con due tizi seduti di schiena e una strillo che annuncia Una storia d’amore (quasi) indimenticabile, mi convinco ed entro. La sala è vuota, mancano pochi minuti e con precisione quasi millimetrica scelgo il posto più centrale che esista. I trailer dei film che verranno filano via senza intoppi, appena si abbassano le luci in sala il sogno di godermi il film in completa solitudine viene frantumato da una gruppetto di attempate signore che di gran lena mi circondano costringendomi alla resa, mi offrono una caramella al mou ( credevo fossero controindicate per coloro che hanno superato la sessantina ma evidentemente i collanti per dentiere hanno fatto passi da gigante) per riparare il torto e inzia il film…..

Scopro così che quei due seduti sulla panchina immortalata nella locandina sono Beatrice e Roberto, lui è cleptomane, lei narcolettica,  la storia è vivace e a tratti divertente. Faccio comunella con le signore e ridiamo all’unisono delle battute che si susseguono in buon numero soprattutto nella prima parte del film.  Oltre ad essere un apprezzato attore,  Rolando Ravello si conferma un regista interessante, capace di liberarsi dall’eccessivo didascalismo presente nel suo precedente Tutti contro tutti ( interessante ma dal timbro esageratamente fictionistico) per costruire una commedia romantica dove l’amore non diventa una conseguenza banale ma un’appartenenza un pò più solida e concreta. Per Edoardo Leo e Ambra Angiolini interpretare Bea e Roby è stato semplice come battere un calcio di rigore senza portiere visto che sono anni che portano in giro la pièce teatrale a cui il film s’ispira. All’uscita le signore mi salutano, sembrano divertite anche se non riesco a capire se il merito è tutto del film o della loro serenità dopata dall’aria primaverile. Ci diamo appuntamento per il prossimo Giovedì, porterò io le caramelle…..

tiricordidime

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