Il mondo nuovo

Le cose più stimolanti sono senza dubbio quelle che capitano per caso. Non avevo mai sentito parlare di Raffaele Crovi né tantomeno avevo intenzione di acquistare qualcosa di sconosciuto, per una volta ero entrato in libreria con le idee chiare, un soldatino che compie ordinatamente il proprio compito dirigendosi senza esitazione verso lo scaffale sul quale è riposto l’oggetto delle sue brame. Ma per me è difficile non concedersi una divagazione, non alterare il percorso prefissato in favore di un giro più ampio, capace di scombinare le coordinate originarie. Ricordate il teorema della conservazione dell’energia? Il lavoro compiuto da un corpo per passare dal punto A al punto B è indipendente dal percorso compiuto, in poche parole l’energia dipende dagli obiettivi e non dalla traiettoria. Sarò un corpo anomalo visto che spesso mi trovo a non sapere dove sia B e vago per C,D e pure Effe prima di scoprirlo. Penso che ciò che vale per i corpi non sia dimostrabile per le menti, incapaci di sottostare alle leggi della fisica perché dominate dall’irrazionalità cosmica. Il banco della Fanucci è in disparte, come se volesse distinguersi, darsi quell’aria altera di chi sa di valere di più rispetto agli altri ma si accontenta di un ruolo da comprimario per non rompere gli equilibri precomposti. Mi affaccio e trovo questo libro pallido con una copertina che mi riporta alla mente il mitico Spazio 1999. Il Comandante Koenig ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita televisiva, la sua tutina appigiamata è stata un vero cult all’epoca e l’atmosfera che si respirava era così inquietante da diventare davvero irresistibile. Ed è stato per questo che ho acquistato Il mondo nuovo, per nostalgia, per curiosità, per rivivere quelle emozioni provate guardando Martin Landau e Barbara Bain alle prese con la stazione lunare e i segreti dello spazio profondo. E Crovi non mi ha deluso, anzi, è riuscito a tirarmi fuori da quel baratro vintage in cui ero inconsapevolmente precipitato trasportandomi sul sentiero della pura attenzione. Non si tratta di fantascienza, qualcuno la definisce narrativa di anticipazione, aldilà delle definizioni ciò che lascia il segno è l’incisività del testo che utilizza le parole come matite per tracciare delle istantanee utili a tratteggiare un futuro spersonalizzato, omologato, ormai incanalato verso una discesa irreversibile verso il baratro. Anche la scrittura è senza dubbio originale, la forma è a metà strada tra poesia e racconto, piccoli flash che mostrano personaggi alle prese con la mostruosità di un futuro dove l’Io non esiste, anzi è considerato un pericolo, un virus capace d’infettare un sistema basato sulla meccanicità e non sulla socialità. Leggere di un uomo e una donna che cercano di stimolarsi reciprocamente attraverso la condivisione di gesti e segni codificati davanti ad un terminale video in un libro scritto nel 1975 fa capire quanto avanti fosse Crovi nella comprensione di ciò che stava per accadere e che in buona parte ( speriamo non del tutto) sia accaduto. Da leggere con cura, parola dopo parola, per lasciare decantare ogni singola immagine in esso contenuta.

ilmondonuovo

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2 pensieri su “Il mondo nuovo

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