Le voci di dentro in TV

La bellezza del teatro la ritrovi intatta tra le pieghe delle fronti imperlate di sudore degli attori in scena, nei loro sguardi furenti dai quali emerge un miscuglio di emozioni capace di amplificare in maniera esponenziale il senso del testo da rappresentare.  E’ un vero peccato che la TV abbia dimenticato il teatro, che lo abbia rimosso, cancellato, rottamato e sostituito con forme di comunicazione più diluite, prive di quella necessaria interazione tra pubblico e protagonisti necessaria affinchè la narrazione non degradi in un’azione meramente estetico-commerciale.  Ieri pomeriggio, al termine della diretta su Rai 1 de Le voci di dentro questa sensazione di rammarico si è acuita sotto il peso delle emozioni trasmesse dai volti dei protagonisti splendidamente ripresi da Paolo Sorrentino.  L’espressione  scarna e guizzante di Peppe Servillo, lo sguardo sofferente di Gigio Morra, la mimica poliedrica di Toni Servillo, la corporeità degli interpreti che si fonde in tempo reale con l’essenza dei personaggi dando vita a qualcosa che trascende il testo narrato trasformandolo in scene di vita davanti alle quali il pubblico non può non sentirsi  coinvolto con tutti i suoi sensi fino a diventare parte integrante della rappresentazione. L’augurio è che la TV ritrovi coraggio e sappia riappropriarsi del valore aggiunto rappresentato dal teatro smettendola di considerarlo qualcosa di obsoleto e poco coinvolgente, sarebbe un bel segno di civiltà.

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