Riflessioni #14

Leggo e perdo gli anni dalla testa come se fossero capelli,  non parlo di poche unità – che alla mia età sarebbe già una gran bella cosa –  ma di interi decenni che improvvisamente decidono di lanciarsi nel vuoto fino a riempirlo di vita passata, una sorta di discarica del tempo vissuto che emana un fetido odore di passato. C’è Underwold di Don Delillo qui davanti a me, fuori il cielo sembra sparito, sostituito da una lastra di basalto le cui asperità arrivano a graffiare il mare in rivolta. Fa freddo ma è normale a Febbraio, Mattarella ha appena giurato fedeltà alla Costituzione augurandosi un’Italia più libera e solidale proprio a due passi da Berlusconi che si gode il suo primo giorno da ex galeotto. Chiudo i pugni e li poggio sotto le ascelle per riscaldarli, lo faccio fin da piccolo, me l’ha insegnato mio nonno che tra qualche mese compie cent’anni. Mi diceva che nessuno è in grado di riscaldarti come te stesso, sono convinto che avesse torto ma non sono ancora riuscito a dimostrarlo concretamente.

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