Hassan e i biscotti di Leporano

Leporano è un bel posto a due passi da Taranto, il mare sembra di vetro tanto è trasparente e la sabbia è così fine e dorata da far assomigliare ad una cotoletta croccante qualsiasi parte del corpo umano venga a contatto con essa.

Hassan è siriano. Beh, proprio siriano siriano no, è nato a  Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno, poi si è trasferito a Melfi quando suo padre Ahmed, unico vero siriano della famiglia, è stato assunto in Fiat. Si è diplomato al Righetti ed è diventato perito meccanico sperando che il sogno piemontese lo inglobasse fino a trasformarlo in un impiegato modello. Poi le cose sono andate in modo diverso e Hassan si è ritrovato a vendere frutta al mercato rionale di Via Bocchetti per sfamare la moglie e i suoi due bimbi ancora in età da latte.

A Leporano vivono circa ottomila anime, ma il due Dicembre alle otto di sera in giro ce ne saranno al massimo quindici. Tra esse la signora Carmela sembra quella più vispa, a passi svelti sta raggiungendo Piazza Garibaldi prima che la farmacia chiuda, non si sente a suo agio senza che una confezione di Tachipirina faccia bella mostra di sè nel secondo cassetto del comò della sua camera da letto.

Hassan è nella sua Fiat Bravo, in realtà non è proprio sua, l’ha chiesta al titolare della bancarella di frutta dove lavora con la scusa di dover accompagnare il piccolo Hanan dal pediatra a Matera. Non sa bene perchè ha scelto Leporano per fare questa cosa, di sicuro Allah non gli ha suggerito nulla e nemmeno i suoi amici con cui spesso parla di calcio e guerra santa. Non ha mai capito come possano stare assieme due termini così diversi come questi, non c’è nulla di santo nella guerra, lo capisce pure uno come lui che ha sempre sorriso vedendo i suoi compaesani vestiti a festa il giorno di Sant’Alessandro.

Missione compiuta, pensa tra sè e sè la signora Carmela, mentre si avvia verso casa stringendo tra le mani soddisfatta il pacchettino con la Tachipirina. Prende le chiavi di casa e in quel momento vede arrivare una Fiat Bravo.

Ma è possibile che in questo cazzo di paese non c’è nessuno per strada  a quest’ora? Hassan stringe tra le mani una pistola, è tutto vestito di nero tranne per i calzini bianchi che gli fanno un effetto cromatico strano abbinati al pantalone leggermente corto. Assomiglia più a Michael Jackson in Billie Jean che ad un terrorista dell’Isis pronto a fare una strage. Vede una signora in strada e decide di fermarsi e chiedergli qualche informazione.

Mi scusi, sa dove posso trovare un pò di gente in strada qui a Leporano? La signora Carmela si ferma a guardare il volto barbuto di Hassan e, con l’aria sorniona di chi non è mai impreparato, gli risponde che a Leporano di sera potrebbero anche smontarli i marciapiedi e le piazze, tanto dopo le sette non li usa nessuno, e se qualcuno si azzarda ad uscire lo fa di nascosto, correndo, perchè ha qualcosa da farsi perdonare o qualche malaffare da dover concludere.

Tu perche sei in giro a quest’ora? gli chiede la signora Carmela, galvanizzata  dall’opportunità di poter finalmente parlare con qualcuno che non sia Don Mario della parrocchia della Santissima Immacolata o la Signora Vincenza con cui litiga spesso a causa di Barbara D’Urso.

Hassan non si perde d’animo, Sono un fotografo, avevo voglia di fare qualche foto della gente che passeggia.

Qui non passeggia nessuno, tutti usano il tempo come se fosse denaro, non lo sprecano, lo utilizzano solo quando serve a qualcosa di concreto. E’ curiosa la signora Carmela, vuole saperne di più di questo tizio con la barba che sembra un mediorientale. Che ci fa a Leporano di sera?  Ha sentito in tv che alcuni tizi che gli assomigliano hanno ucciso un sacco di gente a Parigi un paio di settimane fa. Marò, che bella che deve essere Parigi, altro che Leporano, lì dovrebbe andare a fare foto questo tizio, mica qui!

Vieni, entra, ti faccio assaggiare i biscotti della Paticceria Stella, sono la cosa migliore che Leporano ti può offire a quest’ora. Improvvisamente la signora Carmela si sente giovane, più giovane di tanti giovani che a quell’ora preferiscono star chiusi in casa a chattare  piuttosto che parlare con qualcuno in carne, ossa e barba.

E ora che faccio? Era in giro dalle due Hassan, aveva dettto a casa che sarebbe tornato tardi quella sera, la preoccupazione della moglie si era infilata nel silenzio della linea telefonica giungendogli all’orecchio sotto forma di un semplice va bene, non fare troppo tardi. La pistola l’aveva infilata nella busta di plastica azzurra rigorosamente non biodegradabile, assieme a qualche mandarino e a qualche mela. Non aveva tempo per mangiare, aveva percorso tutta la Basentana rimandando a memoria le istruzioni che gli avevano impartito, Vai da qualche parte e spara, non importa chi, tu spara e basta,  Allah ti ringrazierà e noi penseremo ai tuoi figli e a tua moglie. Non aveva avuto il coraggio di farlo di giorno, guardare negli occhi la gente per poi sparargli era troppo per uno come lui che la violenza non l’aveva mai amata nemmeno nei film in tv. Ora che era sera sembrava tutto più facile ma mancava la materia prima, la gente. E aveva pure fame, accettare due biscotti da questa signora non avrebbe rallentato la sua azione, anzi.

E accettò.

Entrò in casa seguendo la signora Carmela, gli sembrò davvero strano che qualcuno a questo mondo invitasse uno sconosciuto a casa di sera senza nemmeno chiedergli chi fosse. Posò il pacchetto con la Tachipirina sul mobile dell’ingresso e invitò Hassan a sedersi sul divano del salone di casa sua. Ti faccio prima un caffè, così i biscotti sono ancora più buoni, disse la signora Carmela invitandolo a seguirla in cucina. Quanti figli hai? gli chiese, un maschio e una femmina, rispose il ragazzo orgoglioso del suo essere papà a soli ventitrè anni.

A Leporano ci devi venire d’estate, allora sì che ci trovi tanta gente da fotografare, ci sono un sacco di villeggianti e la sera girano tutti con il gelato in mano e i pantaloni corti. La gente del paese sistema le sedie fuori dalla porta e chiacchiera fino a che il sonno non li rapisce! Sistemò i biscotti sul vassoio assieme al caffè per Hassan. Sono croccanti,  davvero buoni.

Sa che noi non siamo mai stati al mare? disse Hassan mischiando il dolce dei biscotti con l’amaro della consapevolezza di non aver mai visto i suoi bimbi alle prese con il mare.

No, non è possibile, bisogna assolutamente rimediare. Ho una casetta proprio a due passi dal mare, a qualche chilometro da qui. Non ci vado da molto tempo e non mi va di fittarla, ci vivono tanti ricordi lì,  però se vuoi te la presto per qualche settimana così ci porti i bambini. Che ne dici? Perchè non chiami tua moglie e senti cosa ne pensa?

Hassan compose il numero di casa incredulo, sentì il calore attraversagli il petto quando Amina rispose chiedendogli dov’era.

Sono al mare, Amina, volevo fare una sorpresa a te e ai bambini, voglio che veniate qui anche voi.

Quando?

Ora, rispose Hassan, tra qualche ora sarò a casa, tu prepara la valigia e non dire nulla ai bimbi, voglio che sia una sorpresa.

Come faranno con la scuola, domattina devono andare, e tu come farai con il lavoro? chiese Amina con un tono impastato di gioia e stupore.

Non preoccuparti, Amina, domani andiamo a vedere il mare, gli occhi di Hassan divennero lucidi come la sua mente. Pensò che Allah è grande e sarà meraviglioso pensare a lui sulla spiaggia di Leporano assieme alla sua famiglia in pieno Dicembre.

Leporano

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