DIEGO, Supereroe in mutande

A vent’anni il mio supereroe preferito non rientrava affatto nei canoni iconici della Marvel, era basso, tarchiato, cafone, drogato e chiavettiere, invece del mantello indossava una maglietta azzurra con un bel 10 sulle spalle e il nome di una marca di spaghetti sulla pancia prominente.  Il suo nome era semplice e chiaro, Diego, il supereroe più proletario che sia mai esistito. Ad Hancock gli faceva un baffo, una volta lo trovarono a farsi foto in una vasca a forma di vongola in compagnia di un boss. È un pò come trovare a Batman da Nennella ai quartieri spagnoli che si intofa di pasta e patate assieme a Joker. Io stravedevo per Diego e come me persero la testa per lui milioni di napoletani. Qualcuno ti chiamava terrone sfigato e non sapevi come difenderti? Bastava invocare il suo nome e lui compariva in tutta la sua semialtezza e ti levava gli schiaffi da faccia. Un vero supereroe. Ieri ho intravisto in TV uno che si spacciava per lui ritirare una pergamena sulle scale dell’androne del comune di Napoli. Aveva una capa a forma di mozzarella di bufala e un completo nero simil Diabolik. Quello sta a Diego come Clark Kent sta a Superman, voi ce lo vedete il sindaco di Metropolis invitare il mite giornalista per nominarlo cittadino onorario? Io no e tifo ancora per Diego, quello vero, il più grande supereroe mai esistito che è ancora parte integrante dei miei sogni da cinquantenne…

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