Zio Petros e i calzini a 3 euro

Siamo onesti, per un matematico ammettere che la verità non è sempre dimostrabile è dura almeno quanto lo è per un torinese confessare che due passi a Via Caracciolo possono essere talmente liberatori da ispirare un discreto sorriso offerto al giovanotto col baffo hipster che da 10 minuti lo (in)segue per proporgli una confezione di calzini di dubbia provenienza alla modica cifra di 3 euro.

 Il matematico è l’integralista del ragionamento logico, è lo slalomista del teorema che osserva dall’alto del cancelletto il percorso che lo separa dalla gloria, convinto che non esista paletto al mondo che possa impedirgli di arrivare in fondo alla sua dimostrazione. E’ il supereroe che vorremmo albergasse in ognuno di noi, senza macchia né paura, sempre pronto ad andare oltre, incurante di ogni tipo di limite che possa frenare la sua voglia di verità.

Tutto ciò però ha un costo, è dannatamente usurante,  toglie spazio a tutto il resto lasciandoti solo con le tue teorie da dimostrare.

 E’ così anche per Petros Papachristos, protagonista di questo bel romanzo del 1992 scritto da Apostolos Doxiadis, che decide di passare alla storia come colui che dimostrerà la famigerata congettura di Goldbach. L’ambizione è altissima, mai nessuno è riuscito nell’impresa, in tanti sono finiti stritolati nella morsa dei numeri primi che non vogliono saperne di spiegare al mondo perché la loro somma da vita sempre ad un numero pari maggiore di due. A raccontarci di Petros ci pensa suo nipote, cresciuto curiosando tra le pieghe della vita di questo strano zio così poco considerato in famiglia e, proprio per questo, tanto affascinante.

Il libro è indubbiamente piacevole, nonostante qualche (doverosa) incursione nel complesso universo matematico lo possa rendere leggermente indigesto per coloro che ritengono la matematica uno strumento di tortura.

Nella vita è meglio puntare obiettivi realisticamente raggiungibili oppure inseguire tenacemente vette inesplorate con la speranza di essere un pioniere ricordato e rispettato da tutti? Rispondere a questo quesito può essere più complesso che risolvere la congettura di Goldbach, voi che ne dite?

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