IL PADRE PREMIER E LA TOLLERANZA ZERO

Di solito non amo affrontare in questo spazio argomenti politici.

Soprattutto in questo ultimo periodo in cui la confusione è alta e la riflessione dovrebbe avere la meglio sull’ esposizione istintuale del proprio pensiero.

Ma quello a cui ho assistito ieri in tivù non ha nulla di politico e quindi penso che parlarne non vada contro la mia premessa iniziale.

 

Dopo una lunga giornata di lavoro mi sono accomodato sul divano e ho assistito alla conferenza stampa  del nostro premier, Silvio Berlusconi, ascoltando le sue dichiarazioni in merito alla protesta che sta animando in modo energico il mondo della scuola e dell’università in questi ultimi giorni.

L’immagine che si è presentata al mio sguardo era questa: il premier, fiero e autoritario,  occupava il centro della scena mentre al suo fianco, defilata come un bambino imbronciato e susseguioso che ha bisogno di ritrovare il suo orgoglio e la sua fierezza all’ombra del padre, si intravedeva la figura occhialuta e permanentata del ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini.

E il padre premier non ha tradito la sua creatura minacciando i contestatori di USARE la polizia per evitare manifestazioni oltraggiose nei confronti dei provvedimenti del SUO governo.

La telecamera che riprendeva l’evento ha allargato il campo alla ministra che, alle parole del PADRE, ha accennato un sorriso che sapeva tanto di…….. mio padre è forte e mi protegge e nessuno può farmi nulla.

 

Ascoltando tali affermazioni mi sono ricordato dei provvedimenti SUGGERITI nei mesi scorsi dal nostro presidente del Consiglio ( beh, qui di Consiglio ormai c’è poco. Sarebbe il caso di chiamarlo presidente RISOLUTORE) per risolvere la questione rifiuti in Campania: la famosa militarizzazione delle aree adibite a discariche e siti di stoccaggio, elevate improvvisamente a zone di interesse strategico nazionale.

Poi ho ripensato ai provvedimenti in materia di ordine pubblico che hanno previsto la presenza dei soldati in molte aree del paese a difesa degli inermi cittadini e della loro incolumità minacciata da stranieri e camorristi.

L’Italia trasformata in una nazione di PADRI E SOLDATI.

 

Inizio a temere che il nostro stia diventando uno stato di polizia che si trincera  nemmeno tanto bene  dietro la necessità di combattere alcune – cosiddette – emergenze per dar vita ad una forma subdola di autoritarismo populista che mette da parte i diritti del popolo sovrano      (diritto ad avere una democrazia rappresentativa attraverso la quale il cittadino esprime la propria preferenza elettorale in merito a chi dovrà rappresentarlo nelle istituzioni, diritto al lavoro senza che quest’ultimo sia considerato un dono a termine da parte dell’imprenditore benefattore , diritto alla libertà di espressione, di contestazione, eccetera eccetera…..) instaurando una monocrazia che avoca a sé qualsiasi tipo di scelta bypassando le istituzioni  ( l’utilizzo estensivo di meccanismi poco condivisi quali il decreto legge o il continuo ricorso alla fiducia ne sono una prova concreta) in nome della bontà e della celerità dei provvedimenti da adottare.

Meno discussioni e più efficienza, anche a scapito della democrazia. Perché è l’agire che è importante, non il discutere e il confrontarsi.

Il confronto, il contraddittorio in questo nostro paese è divenuto pura utopia.

 

Il nostro premier, preso dal fuoco del salvatore della patria ha continuato affermando “ ….darò istruzioni al Ministro dell’Interno affinchè argini queste manifestazioni aizzate dall’opposizione….”.

Provo ad elaborare le sue parole e mi appare l’immagine  del suo esecutivo  supino a fare da zerbino al PADRE RISOLUTORE in attesa che quest’ultimo lo illumini con  le sue istruzioni per poter finalmente avviare provvedimenti atti a zittire chiunque abbia idee diverse da quelle del PADRE PREMIER.

Miei cari amici, sono sinceramente preoccupato per quello che sta succedendo e per i metodi totalitari e anacronistici con i quali le istituzioni  – anzi L’ISTITUZIONE – sta rispondendo ad  un momento storico tanto complesso e difficile e che avrebbe bisogno di sagacia e preparazione invece che di populismo e pailettes.

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2 pensieri su “IL PADRE PREMIER E LA TOLLERANZA ZERO

  1. Anch’io non avrei voluto parlare di politica in questo spazio che ritenevo "ludico", ma oggi mi ribolle il sangue nelle vene!!!!
    Dov’è finito il nostro diritto a manifestare il nostro dissenso democraticamente e pacificamente?
    Dove andremo a finire di questo passo?
    Io da genitore di due bambini non mi lascio intimorire dalle sue minacce, e occuperei la scuola anche con i miei figli! Si tratta del loro futuro, non solo scolatisco e lavorativo, ma soprattutto della loro libertà di dissentire e di comunicarlo!
    Questo può essere un precedente!
    FACCIAMO ATTENZIONE TUTTI!!!!

  2. Io non lo so dove andremo a finire di questo passo ma è forte in me il timore per lo scadimento del quadro politico nel nostro paese. Le istituzioni sembrano cannibalizzarsi perdendo così ogni coesione e dando spazio a chi si arroga il diritto di COMANDARE in nome di un becero populismo fatto di numeri e mai di persone.

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